Le anime di Chernobyl
E' il vento che suona nel Duga,
a smuovere polveri sotto la quiete.
Richiama a gran voce: Non vi arrenderete.
Girate e in inchino a combatter la Cima.
E i tuoni rimbomban pesanti,
la pioggia beccheggia nel campo minato.
Passando su tratti di filo spinato,
col sguardo ad oggetti ammassati.
E' un'erba che sale ed ingombra,
la luce e la notte non fanno perire.
Più fitte ed oscure del cupo avvenire,
le vedo quelle anime all'ombra.
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L'autore
Antoniazzi Marco
Troppe volte mi perdo nella razionalità e nell’irrazionalità. Quando scrivo mi trovo in momenti di difficoltà emotiva, dovuti all’eccesso che che riesco a levarmi di dosso.
Commenti (1)
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rita iacobone29 aprile 2016
Questi versi ricordano molto bene al lettore il disastro nucleare che ha segnato il nostro tempo con strascichi che ancora urlano dolore e morte su di una Natura offesa irrimediabilmente dove l'uomo può solo piangere ai suoi confini.
