La porta
Giulia Gabbia
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Apro la porta
la luce mi ferisce.
Nel bagliore scorgo
un vecchio tronco
dalla base scura
con rami penduli e spogli
provo ad immaginare
il loro verde
avvenire.
Sento
la musica
in coda al vento.
Il tempo
che gira lancette
dell'orologio
e poi il silenzio.
Di te
ricordo solo il nome.
Lo pronuncio
mi suona lontano
lontano che mai
il vuoto m' incombe.
Chiudo la porta
©
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L'autore
Giulia Gabbia
Sono nata un giorno d’estate .In un giorno come tanti ,uguale ad altri fatto di routine quotidiane e di tran tran giornaliero . Un giorno di afa, uno di quelli in cui la città rimane vuota e silenziosa .E’ proprio in quel giorno dove il silenzio emergeva lungo la corsia dell’ospedale, cosa rarissima da sentirsi, che
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