Quel passo lieve
Quel giorno, quel giorno
attese invano il suo passo lieve.
Col vuoto intorno si ritrovò
in piena solitudine vagò.
Verdi macchie divenir oscure
con occhi spenti osservò.
L’infranger dell’onde
s’unì al frantumar del cuore.
La luna rivestì d’argento
non bastò a lenir tormento.
Nubi oscure s’addensarono
fulmini e saette s’abbatterono
dolore prepotente non lenirono.
Il tempo trascorse in vuote ore
in vuoti giorni sorse l’alba.
Il tempo pian piano
quel dolore attenuò
Ma... Nel suo cuore
quel passo lieve
ancora attese.
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L'autore
genoveffa frau
Amo scrivere,amo la natura e ciò che la compone tento di trasmettere le mie emozioni,sono impulsiva e questo è il mio più grande difetto. Ho tanto da imparare se mi rimarrà tempo, scrivo tanto perchè ho la sensazione di non averne.
Commenti (1)
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Luciano Capaldo26 maggio 2016
Un dignitoso dolore verseggiato con la pacatezza di chi è sicuro di conoscere l'attesa, qualla inutile, quella speranza che s'aggrappa e scivola inesorabilmente lasciando solo la scia della disillusione e l'amarezza di un cuore vuoto come il tempo stesso... quello che rimane o quello già concluso. Bella.
