Flash

Spunti dalle brume del mattino più normale
onirica visione, davanti ai vetri dell’auto,
sogno senza nome, mulatta dalle gambe flessuose.
Sei forse una fata fuggita dalle nebbie, un incantesimo
l’angelo che aspettavo?
Dentro i tuoi tacchi dondoli sulle strisce
piegando l’occhio al semaforo
senza degnarmi di uno sguardo.
Ed io, rimbambito dal tuo flash, m’incanto
della spalla scivolata, la smorfia aperta
sulla natica splendente.
Sei volata dietro l’angolo, mentre ingolfo il motore,
assurda farfalla, bellezza misteriosa.
Per sempre, ancheggiando, sei svanita
fiammata sinuosa
mi chiedo se tu sia mai esistita.
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Commenti (1)
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Merlino26 maggio 2016
tra il sogno e la realtà quasi un erotismo velato da un'eleganza non comune. Complimenti
