Il pianto di Narciso
Credevommi perfetto,
pensavo che mi’ forma il cor bramava,
più mi vedevo e più io m’esaltava
per vanità e diletto.
- Il sol primaveril splendea -
Simulacro di vero,
pace cercavo in que’ dolci momenti
ove gli uccelli volavano lenti:
di me stesso, idolo ero.
Con amarezza penso
a quegli istanti in cui sì allegramente
miravommi in quelle visioni spente,
senza cercar un senso.
- Il sol al tramontar correa -
Resta il vuoto ricordo
delle illusion create in su la riva
mentre la nefanda morte veniva,
restavo al fato sordo.
Solo al frusciar del vento
resto nel tormentato loco basso
ove troppo tardi, con il cor lasso,
il gran bisogno sento.
- Sorger del dì qui non si spea -
Il pianto del dannato
non ha speme di salvezza o sorriso,
ne spero ancor di veder fior narciso
che fu a me dedicato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L
Tutte le opere →
L'autore
Lillovocedalsud
Avete mai visto il cielo stellato, senza luce alcuna fino all'orizzonte? Quando ancora la Luna è sorta? Avete mai accolto qualcuno con un abbraccio? Siete mai stati accolti con un abbraccio? E se questo vostro amico vi confidi il segreto delle stelle? Se sia Egli stesso il principio di quella Armonia? E se questa A
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Maria Francesca22 settembre 2007
Poesia complessa, si rilegge volentieri, per gustarla in tutte le sue sfaccettature
Alessio Scalzo24 settembre 2007
un contenuto esaltante che calza a pennello alla forma che hai scelto per esprimerlo, ottima scelta! senza contare che il tuo Narciso è così reale, così vero... così emozionante...
