Il pensiero di Narciso
L'eco della tua voce
mi arriva ancora forte,
col disprezzante tono
di chi mai fu sfiorata.
Ma il mio arco e le mie frecce
non erano cupìde,
bensì a ben altri cuori
venivan destinate.
E tu, così assillante
a ripeter le mie parole,
tu, condannata agl'inferi
per il tuo spettegolare.
Non fui attratto mai
dai vostri istinti bassi;
uomini e donne stupide
dell'altrui bellezza schiavi.
Cospiratori di vendetta
da essa solo uniti,
dopo le vostre lotte inutili
prima d'esser rifiutati.
Sarei anch'io invecchiato
se mi aveste dato il tempo,
invece d'inchiodarmi
per sempre al mio riflesso.
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Commenti (2)
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R
Raffaella Picotti23 settembre 2007
hai dato voce al dolore muto molto piaciuta ma con te vado sul sicuro grande
M
Martino Giusti23 settembre 2007
Ubi maior minor cessat. La cattiveria degli dei in una chiusa da brivido.