Giugno d’amore

La notte è nel suo stellare
la luna è nella sua fase calante
amor mio come ti vorrei abbracciare
in me la quiete si è fatta toccante
e nel guardare questo cielo artificioso
vago tra i ricordi di quel primo bacio
in quel dì dal carisma focoso
che ci portò al primo abbraccio.
Scendendo dal treno delle sei di sera
inghiottita dalla solita calca senza pari
cercavi di uscirne intera
tra il deflusso dei pendolari
stanca, rossa ma sana
salendo il gradino trentuno
dal sottopasso sei sbucata in caldana
tra la carica dei cento più uno.
All’ombra dei platani di via Garibaldi
dove le foglie non ondeggiavano
sotto i flussi d’aria afosi e caldi
t’aspettavo col cuore in mano
così come dopo ogni inverno
la natura apre al suo fiore
pian piano in noi faceva perno
quel sentimento chiamato Amore.
Nelle prime scorribande in bici
tra sentieri accaldati dal sole
ancora come due fedeli amici
ridendo ci donavamo baci e coccole
in quei primi di giugno in fermento
che già abbracciavano il caldo estivo
dipingendo quelle spighe di frumento
di un puro oro vivo.
Quante stagioni son per di lì passate
da quell’estate del settantanove
quante cose nel cuore stanno affrancate
dal battito che per te ancor lo muove
quel giugno si è fissato nella mente
amalgamandosi nel nostro vissuto
ci ha aperto all’amore sempre lealmente
nell’arco del tempo che abbiamo avuto.
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L'autore
G Paolo Landoni
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive
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