Rigurgiti Kafkiani
Massimiliano Ruggiu
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Vorrei che l’alba mi svegliasse con il bacio del domani
così pregno d’ottimismo ed amore per la vita
non più con queste membra da rigurgiti kafkiani
divorati nel silenzio da un feroce parassita.
Potrei forse addormentarmi per inerzia o per dispetto
dopo aver tentato invano di comporre qualche verso
con sei corde mai sfiorate ed un suono ormai disperso
dentro un utero di terra che ricorda un po’ il mio letto.
Sarei fiero di me stesso, tra le lacrime forzate?
scaverei dentro la tomba per andare un po’ più in fondo
aumentando la distanza tra il mio corpo e questo mondo
così stupido e saccente da non credere alle fate.
Io le fate le conosco fin da quando ero un bambino
che invecchiava tra le mura della disapprovazione
e parlava con le ombre velenose del mattino
fino a perdere la voce sconosciuta alla ragione.
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Massimiliano Ruggiu
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