Lo stallone
Lui, finiti già gli ottanta
scapolone per opzione;
lei, per poco nei sessanta,
vedovella in afflizione.
Me lo disse in amicizia
affidandomi il segreto
per la festa natalizia
lo conobbe lì a Grosseto.
Molto affabile ed arzillo
la convinse a trasgredire,
incollato come un grillo
la portava a rifiorire.
Si rinchiusero in ostello
per l’intera settimana;
lui fu meglio d’un novello,
un batacchio di campana.
Poi, ognuno al suo paese.
per sentirsi al cellulare
a convegno più palese.
Lei provò a telefonare,
due, cinque, dieci volte
ma nessuno rispondeva
poi frasi assai sconvolte:
la sorella che piangeva.
“Mai ti avesse conosciuto,
me l’ha tolto un crepacuore
non ci fosse mai venuto
tu sei viva e lui mi muore.”
La notizia fu agghiacciante,
la mia amica non credeva
all’incognito d’amante
breve amor così nuoceva!
Ripensò a tal beltade:
prestazioni da stallone!
Non sarà che tarda etade
impiegasse l’indurone?!
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Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo11 luglio 2016
Che dire? Lo stallone ha chiuso in bellezza la sua vita! Nasce spontanea una battuta scherzosa dopo aver letto dei versi così godibili. Bello il contenuto e ben scritto, velato di sana ironia che allieta il lettore. Complimenti all'autore!
