Con Gli Occhi Spenti Del Tramonto
Massimiliano Ruggiu
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All’ombra di un salice allegro
sedeva il dio dell’ottimismo
che sorrideva all’uomo pigro
pieno di noia e vittimismo.
Ed io ero lì che lo guardavo
con gli occhi spenti del tramonto
e senza voce lo pregavo.
Sul manto erboso di un crinale
giaceva il corpo di un soldato
che salutava il temporale
contento d’essere ammazzato.
Ed io ero lì che lo guardavo
con gli occhi spenti del tramonto
e di rugiada sanguinavo.
Sul ciglio di una strada scura
c’era una donna senza veli
tremante di freddo e paura
bandita dal regno dei cieli.
Ed io ero lì che la guardavo
con gli occhi spenti del tramonto
e dolcemente la baciavo.
In cima a un vecchio campanile
rubò le ali a un aquilone
un ladro infante, cuore ostile
rinchiuso dentro una prigione.
Ed io ero lì che lo guardavo
con gli occhi spenti del tramonto
e a due gendarmi lo affidavo.
Sotto l’incanto della luna
stava la musa dei poeti
che con un ago senza cruna
cuciva i versi più irrequieti.
Ed io ero lì che li guardavo
con gli occhi spenti del tramonto
e col mio canto li cullavo.
Con il sudore sulla fronte
mi sveglio in riva ad uno stagno
dietro le spalle, solo impronte
del mio cammino lungo un sogno.
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Massimiliano Ruggiu
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