Non avevano ancora le ali
Arsi come tizzoni di una pira di bestemmie
dentro le urla inumane che frantumavano il cielo,
abbracciati dal disprezzo di predoni spietati
folli sicari olezzanti di morte.
Divorati da un fuoco impietoso
scagliato dalle mani sfrontate di giganti d'argilla,
nella vergogna nascosta di maschere belluine
oltre il cuore grondante di fiele.
Non erano che teneri agnelli affacciati all'aurora,
non avevano ali e neppure gli artigli,
li vedevi ridere a guardarti avanzare,
mentre stringevi le fiamme della tua vigliaccheria.
Ridevi beffardo nel vederli volare
tra le scintille di un ira grottesca,
passeri implumi di un esercito inerme
falciati in un orda brutale di uomini senza cuore.
In questo campo disseminato di germogli fumanti
ho cercato i sorrisi appassiti di un dolore perenne,
ho creduto di sentire un forsennato senso di pietà
tra le mie mani annerite da un rancore inerte.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Eolo1 agosto 2016
Testo crudo forte che come lama ferisce il cuore. Un narrare struggente il tuo in una dissoluzione che distrugge movimenti d'amore. Il mio elogio.
