All'ombra del glicine
Duilio Martino
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Di tempesta un profumo implacabile
inagrisce l'ombreggio del glicine;
dell'abaco quello che resta
è la scala dei grigi.
Corre il vespro e brandendo le tenebre
il proscenio scompiglia; più pavidi
su rampe brumose e di forre
ci si scopre sui cigli.
Mille vette violate si svelano
un respiro di polve; al crepuscolo
la notte non ha tratti netti
ma il dominio è dell'ombre.
Masticati dal tempo ed ai margini
ogni impegno è bisogno tangibile
che spianta dai petti appannati
il più cupo disegno.
E i respiri plasmarli ed i palpiti
i lucori cercando di coglierli
tra grinze dei giorni impigriti
con gli accesi colori.
Assetati di sole sospirano
irradiante ritorno ed aspettano
dagli aspri prospetti provati
tra rantoli del giorno.
©
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (2)
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Merlino24 agosto 2016
una lirica dai toni molto caldi e delicati come il colore del 'tema'. Affascinante e molto accattivante. Lettura piacevole
poeta per te zaza13 marzo 2017
Accanto ad un testo anti- convenzionale è trascinante nel ritmo la sintonia degli accenti nelle parole finali dei versi.


