Tempo di migrare

Non c'è fermo immagine
per chi aspetta senza vivere,
l'estate è un pugno di cicale
il grido d'una rondine
ed è finita.
Qui le pagine si scrivono col sangue
e non c'è ritorno senza rimpianto
che brucia dentro il petto.
Preghi l'alba
che ancora ci sia un giorno
mentre lanci sassi nello stagno che
- distratto -
chiami vita.
Ma è già tempo di migrare
e allora via verso altri lidi
e allora via verso altri nidi
dove il sole che s'accuccia
sia una promessa mantenuta.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
Commenti (2)
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Luciano Capaldo9 agosto 2016
Una lirica di forte impatto emotivo, reale, e forse anche crudo. Evocativa al massimo nell'eleganza di questi versi che si possono, con voce calma e pacata, impostare in una timida penombra dove il ragionamento avviene con il cuore e con la storia... di noi. Bellissima
e
emiliapoesie399 agosto 2016
versi di forte evocazione ed anche desiderio di vivere l'amore che il cuore desidera .complimenti all'autrice.
