Negromantiche Sgualdrine
Massimiliano Ruggiu
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Sento i vermi brulicare nel mio cuore decomposto
che ho gettato nella fossa col sorriso di un bambino
ma continua a sanguinare ad ogni battito nascosto
e nel buio, stranamente, lui mi sembra più vicino.
Ho indossato una corazza d’inviolabile cinismo
per difendermi dal morso delle serpi velenose
così infide e delicate come le più belle rose
regalate con disprezzo e non più romanticismo.
Non avrete mai il mio amore, negromantiche sgualdrine!
lussuriose meretrici del peccato imperituro
che ho assaggiato nell’alcova di una notte senza fine
iniettando nell’abisso il mio seme caldo e scuro.
Ho tatuato sul mio petto una croce di rifiuto
e bagnato le mie labbra con dell’acqua benedetta
per potervi seppellire con un bacio di vendetta
sulla fronte consacrata dal mio ultimo saluto.
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Massimiliano Ruggiu
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