Sull’Altare Sconsacrato
Massimiliano Ruggiu
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Ho cucito le mie piaghe con un filo di speranza
e lavato i miei peccati dentro un calice di vino
mentre il suono dei rintocchi aumentava la distanza
tra le rughe del soffitto e i ricordi sul cuscino.
Sento l’eco della pioggia al di là del temporale
e l’incedere felpato dell’inverno ormai alle porte
mentre scrivo qualche verso sulle pagine contorte
di una bibbia che accarezza la mia mente col pugnale.
Spezzo il pane del disgusto sull’altare sconsacrato
e lo insinuo tra le labbra del digiuno imperituro
dove al buio rifiorisce quel candore immacolato
che s’infrange nel silenzio di uno squallido spergiuro.
Mi han sepolto ancora vivo sotto il peso della croce
con le nuove tentazioni e le antiche debolezze
ma la fiamma dentro il petto brucia inutili certezze
e nel coro degli eletti, riconosco la mia voce.
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Massimiliano Ruggiu
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