Terremoto

Nella notte silenziosa
sotto una terra tremante
la morte ha spento ogni luce.
Pioggia di lacrime e polvere
sotto un cielo terso
la morte dissotterra i volti.
Alla ricerca di una speranza
nel più nulla rimasto
alacremente mani scavano.
Col cuore in gola
all’esultante grido di: “E’ viva”
una vita è stata strappata alla morte.
Sotto le tende color cielo
su volti corrosi dal dolore
la sera blu sta calando.
Ancorati alla paura dell’avvenuto
su un sonno senza traccia
c’è chi cerca un abbraccio.
Luna e stelle splendono nel cielo
rischiarando quell’orologio
muto simbolo del terremoto.
La mezzanotte non ha più battito
nelle tenebre del silenzio
solo il vecchio campanile svetta.
Ancorata alla sua vetta
solo la croce del martirio
sta a vegliare sulla città fantasma.
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L'autore
G Paolo Landoni
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive
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