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Spirituali 4 settembre 2016 · lettura 3 min · 4177 letture

Nel Nome Di Dio

Massimiliano Ruggiu 45 poesie pubblicate
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Fu una notte d’inverno a mostrarmi il riflesso di un giovane volto sfregiato dal tempo dentro uno specchio dai mille rimpianti che al buio sbocciavano senza conforto ed allora in ginocchio su un falso pendio ho pregato il Demonio nel nome di Dio. Ho bruciato la croce del disincanto e disteso le ceneri sopra un altare poi ho fatto scempio del libro più antico strappando le ali a colombe di carta e sputando l’inchiostro su un foglio stantio ho firmato ogni verso nel nome di Dio. Ho bevuto il Suo sangue dall’alba al tramonto nelle chiese gremite da impuri devoti dove i sorsi vermigli della menzogna riempivano il vuoto della coscienza e sfidando il Castigo davanti al leggio ho danzato ubriaco nel nome di Dio. Ho lasciato il calore del grembo materno strisciando nell’ombra come un’algida serpe perché in fondo un abbraccio è la morsa più forte di un senso di colpa che non sa perdonare e tra le foglie cadute per ogni fruscio ho infangato il ricordo nel nome di Dio. Ho affrontato ogni ostacolo a viso scoperto insinuando il terrore negli occhi più audaci ho menato le mani e sguainato i coltelli per costringere il mondo a portarmi rispetto e togliendo la vita con un bacio d’addio ho donato la morte nel nome di Dio. Ho irrorato il mio corpo del liquore più dolce condiviso il piacere con le grazie più ambite perché il fuoco non brucia nel sonno del giusto o nel fiume dell’ozio con il cuore in catene ed essendo ormai stanco di un sogno restio ho goduto ogni giorno nel nome di Dio. Ho sfiorato le corde con arpeggi sapienti battuto sui tasti con virile imperizia per sfondare quei muri dell’introspezione che crescono al pari di un dubbio latente ma quando il Suo Verbo era solo un brusio ho rubato il silenzio nel nome di Dio. Sono stato rinchiuso per torto o ragione ho amici preziosi e nemici più cari che hanno udito sentenze radiose ed occulte dall’effimero pulpito di un tribunale e spacciando per buono un ricordo non mio ho mentito alla corte nel nome di Dio. Ho avuto le donne degli uomini spenti su alcove inondate dal sesso proibito e non ho certo rimorsi per gli amplessi vietati alla luce del sole o agli sguardi indiscreti e con un cuore infedele ho raggiunto l’oblio violentando l’amore nel nome di Dio. Sono intriso di nozioni sconosciute all’obbedienza ed avaro di risposte come un tacito riflesso ma se passerai il confine con il corpo e con la mente ti rivelerò il segreto che nasconde ogni preghiera: nel giardino dell’inganno son rimasto solo io a raccogliere ogni frutto nel nome di Dio.
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Massimiliano Ruggiu
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