Nel Nome Di Dio
Massimiliano Ruggiu
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Fu una notte d’inverno a mostrarmi il riflesso
di un giovane volto sfregiato dal tempo
dentro uno specchio dai mille rimpianti
che al buio sbocciavano senza conforto
ed allora in ginocchio su un falso pendio
ho pregato il Demonio nel nome di Dio.
Ho bruciato la croce del disincanto
e disteso le ceneri sopra un altare
poi ho fatto scempio del libro più antico
strappando le ali a colombe di carta
e sputando l’inchiostro su un foglio stantio
ho firmato ogni verso nel nome di Dio.
Ho bevuto il Suo sangue dall’alba al tramonto
nelle chiese gremite da impuri devoti
dove i sorsi vermigli della menzogna
riempivano il vuoto della coscienza
e sfidando il Castigo davanti al leggio
ho danzato ubriaco nel nome di Dio.
Ho lasciato il calore del grembo materno
strisciando nell’ombra come un’algida serpe
perché in fondo un abbraccio è la morsa più forte
di un senso di colpa che non sa perdonare
e tra le foglie cadute per ogni fruscio
ho infangato il ricordo nel nome di Dio.
Ho affrontato ogni ostacolo a viso scoperto
insinuando il terrore negli occhi più audaci
ho menato le mani e sguainato i coltelli
per costringere il mondo a portarmi rispetto
e togliendo la vita con un bacio d’addio
ho donato la morte nel nome di Dio.
Ho irrorato il mio corpo del liquore più dolce
condiviso il piacere con le grazie più ambite
perché il fuoco non brucia nel sonno del giusto
o nel fiume dell’ozio con il cuore in catene
ed essendo ormai stanco di un sogno restio
ho goduto ogni giorno nel nome di Dio.
Ho sfiorato le corde con arpeggi sapienti
battuto sui tasti con virile imperizia
per sfondare quei muri dell’introspezione
che crescono al pari di un dubbio latente
ma quando il Suo Verbo era solo un brusio
ho rubato il silenzio nel nome di Dio.
Sono stato rinchiuso per torto o ragione
ho amici preziosi e nemici più cari
che hanno udito sentenze radiose ed occulte
dall’effimero pulpito di un tribunale
e spacciando per buono un ricordo non mio
ho mentito alla corte nel nome di Dio.
Ho avuto le donne degli uomini spenti
su alcove inondate dal sesso proibito
e non ho certo rimorsi per gli amplessi vietati
alla luce del sole o agli sguardi indiscreti
e con un cuore infedele ho raggiunto l’oblio
violentando l’amore nel nome di Dio.
Sono intriso di nozioni sconosciute all’obbedienza
ed avaro di risposte come un tacito riflesso
ma se passerai il confine con il corpo e con la mente
ti rivelerò il segreto che nasconde ogni preghiera:
nel giardino dell’inganno son rimasto solo io
a raccogliere ogni frutto nel nome di Dio.
©
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Massimiliano Ruggiu
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