Vicolo felice cavallotti
Muovono le nubi, a sfiorare il monte
in quel tempo acerbo,
avanzano verso Simudisi,
Divise in sei vetri, scorrono
salpando da un tetto in coccio antico.
Arresojas schiaffeggiate in un’incudine, tagliano il tempo a fasce, lunghe
secondi, minuti ed anni che inutilmente vestono gli affanni,
lungo quel solco inseguo ancora quelle nubi
che crollano al suolo in pianti soffocati
sprofondano in gocce finissime nella terra
a loro non serve la memoria
solo l’uomo ci deve fare i conti
in un contratto che lo vede a quel punto
privo della vita.
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Commenti (1)
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Merlino8 settembre 2016
versi che ci riportano alla memoria antichi componimenti del secolo scorso, le immagini usate prendono spunto da luoghi e usanze di una terra che di fuoco è passione ha riempito la patria. Una lirica davvero pregevole che merita d'esser conservata. Una lirica da rileggere ché il ricordo è peso, a volte, per l'uomo. Complimenti
