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Introspezione 6 settembre 2016 · lettura 1 min · 764 letture

Termopili 2016

Simone Doria 28 poesie pubblicate
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Oplite fui dei trecento, con grasso sgroviglio trecce e pettino lunghi capelli, che compagna morte respiro! Lì sull'unica via come mattoni di carne il gran re saziammo. Vedo lame che affettano cuori, su fiumi di sangue punto i piedi! Li udimmo, tremò la terra sotto i passi ma come laterizi li usammo noi muratori di Sparta! Sentivo il puzzo di rosso raffermo, mi voltai e vidi in lacrime i compagni, che agli occhi miravan mie azioni. Divelto colli con lame di ferro tra immortali di madre Persia, ma non posso, non posso tornare indietro di Laconia son figlio, vinsi la morte dove morte ha vinto!
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Simone Doria
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