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Cronaca 8 settembre 2016 · lettura 2 min · 1429 letture

La città deserta

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G Paolo Landoni 39 poesie pubblicate
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Nel silenzio che libera la città da ogni barriera solo il frinire delle cicale segue il mio passo verso il viale. Incamminandomi verso il santuario l’intorno è tutto in letargo solo una coppia in bicicletta pedala senza farsi fretta. Ora l’aria s’è fatta brezzata l’oggi è stato una frustata l’afosità e la canicola hanno lasciato la loro icona. Due macchine targate Lodi le ho viste sfrecciare veloci sul nero asfalto della comunale dove vige il limite zonale. Percorrendo via della Madonna nel suo andante di primadonna uno mi urta mentre sta telefonando e senza scuse mi butta di fianco. Dentro di me qualcosa rode lo rimprovero a parole ignorandomi gl'indirizzo un pirla ma ormai è lontano per udirla. Da San Vittore arriva qualche rumore mentre il campanile batte le sue ore una combriccola seduta sul sagrato sta discutendo e bevendo a tutto spiano. A quanto pare non han nulla da fare qualcuno inizia poi a tifare quando due vengono alla mani più che mai brilli e incazzati. Il tutto per aver osato un bacio alla gnocca di quello chiamato falco così sotto pugni e calci mal schivati è crollato il tizio dai calzoni slavati. Il vincitore euforico alza la mano per complimentarsi tutti fan baccano da terra sputando rivoli di sangue il perdente s’alza tutto barcollante. In giro non ci son altre creature la città è deserta e le finestre chiuse tutti sono ancora in vacanza nella piazza transita una vigilanza. Sull’arrivo della ronda si sciogliere quella baraonda nel disperdersi alla svelta sul sagrato rimane solo monnezza. In un silenzio fattosi superbo la città è tornata nel suo deserto solo una lontana sirena echeggia nella notte piena.
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-cronaca di una serata estiva- Agosto 2016

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L'autore
G Paolo Landoni

Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive

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