I nani del colle
Ancora, nel mio pensiero imprevedibile
arranco per i sentieri distorti di una deriva inumana,
con le carni trafitte da un serraglio impietoso
a capo chino attraverso i palazzi scevri della vergogna.
Con gli occhi immersi nei calici traboccanti le miserie
ho provato a guardare le ciarle di mille voci vuote,
mentre ridevano sui capi reclinati da una fame antica,
gravidi di un potere effimero.
Uomini senza Dio barattati in coscienze inutili
sul danaro olezzante la sorte di un popolo inerte,
senza remore sui tappeti vermigli come strani signori,
con le mani curate e le menti oscurate.
Addormentarsi sulle coltri ignoranti
e cantare sui cori di bandiere vendute all'incanto,
nella sovranità stravolta dai nani di un colle capitolino,
nell'incuria di una strada che non porta al cielo.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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