Battiti d'anima
Nicolina Macari
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Quest'affanno
me lo sono appuntato sull'anima
ibernato come grigio stornello
nella prima pagina di un pentagramma
abitato da note slabbrate
Si stria l'aria nel suo lungo fare
mi scivola molle sulla pelle
una scheggia di scrittura
s'addentra oltre ogni conoscenza
infuria...
E al vento triste la nebbia è ferita d'alloro
annidata tra lo sguardo
come una groppa tesa da deboli fiocchi
sospinti sulle bianche gote
di solchi aspri e netti
Commosso l'immobile mio spasmo
non comincia il cielo è appeso al cuore
come uno dei tanti battiti
che il tempo contiene
o solo come un'ombra inquieta che ascolta
Dentro tutto m' attraversa
un grande antro
lungo dirupi e precipizi di respiri sgozzati
è la collera non rivelata di me
che abita molti usci nelle notti
E di questa mia figura avvolta
come la foglia che arriccia sulla zolla
chiedo un prodigio
che ancora mi tiene linfa di un germoglio
che più non vuole cadere
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