Zingari perduti

Cantavano gli zingari
lungo il cammino,
danzavano sui prati
e nelle piazze in festa.
Bruciava il dolore
di essere altro,
ai poteri invisi.
Danzavano gli zingari
sui fuochi
roteavano i corpi
abbaglianti., sinuosi.
Il tempo ora
guarda la polvere,
di popoli e costumi,
di diverse culture
.
Adesso, non crediamo più
alle fiabe, al sogno,
AL circo che passa,
noi ora non sappiamo più
l'infanzia del cuore,
le primavere dei mandorli,
i colori dei fiori.
Giacciono nei campi emarginati
gli zingari fieri
malamente domati,
nelle pozzanghere
si specchiano cani malinconici
bambini pronti per rubare.
Spenta la musica,
tace l'ultima fisarmonica
ammainata,
La luce dei lampioni
nella nebbia
intaglia volti muti.
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©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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N
Nicomar5 ottobre 2007
emarginati da una cultura chiusa e intollerante che ha cancellato i ricordi sereni della nostra infanzia, la poesia molto chiara e scorrevole trasmette anche questo triste messaggio
c
controluce5 ottobre 2007
Un testo molto vero... sembra scritto con il cuore.