Gli ultimi
Seguendo il rituale percorso
le tenebre sono scese sul giorno
e nel silenzio che si fa strada
la notte sta calando la sua spada.
Incastonate in un cielo superbo
le stelle coronano l’universo
la luna risplende sorridendo
nell’oscurità che tutto va chiudendo.
Del dì senza più il fondo
campane sanciscono l’ultimo affondo
l’ieri ormai è solo un ricordo
passato sull’ultimo loro rintocco.
Ormai spente le luci nelle case
l’intorno è in un silenzio di pace
c’è chi dorme in un morbido lettone
e chi sta adagiato sotto un cartone.
Sdraiato sotto un lungo portico
scudato da un telone che odora d’antico
un giovane da tutti chiamato il filosofo
sta disteso nell’abbraccio del suo solo.
Aveva casa, affetti e un lavoro
ma la crisi col suo volto da diavolo
come molti l’ha lasciato sulla strada
ma a lui non va d’affogare nella rada.
Al mattino sotto gli alberi del parco
studia ancora senza nessun disarmo
chinato sui suoi vecchi libri di scuola
sperando di tornare a vivere nella regola.
In fondo al porticato c’è un ubriaco
da tutti chiamato il dionisiaco
stringendo a se il suo cagnolino
si trova bene nel suo mondo etilico.
Tra una sbronza e l’altra straparla
sputa sentenze sul un suo amico patriarca
che solo dalla fantasia di un avvinazzato
possono uscire da uno ormai svezzato.
Uno straniero alquanto strano
non masticando nulla di italiano
s’è isolato in fondo contro il muro
non conoscendo ancor nessuno.
All’orecchio ha sempre una radiolina
piacendogli la musica classica
si sente come un maestro d’orchestra
mimando il suono con la mano destra.
Tra questi ultimi c’è una pure ragazzina
accasatasi nel tempo con la sua piccolina
or lor divetta ha riccioli dorati
e pur nel misero tutti le fan regali.
E nel vederla ogni giorno più signorina
in molti auspicano che diventi una ballerina
poiché anche gli ultimi han diritto a qualche strenna
e non vivere la vita sempre nell’amarezza.
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L'autore
G Paolo Landoni
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive
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