La chiamano Iride (... e non sono d'accordo)
Ti porto con me,
negli occhi:
un tatuaggio
la tua forma a clessidra,
come il tempo
quando piove
e monti ripari per far fuori la pioggia
ma smette prima,
d'improvviso,
senza avviso.
Negli occhi saresti al sicuro:
un po' umido,
certo,
il fiato arriva fino agli occhi
e condensa,
non si sfugge.
L'unico riparo,
la palpebra,
ti sembrerebbe troppo piccola
ed il viso troppo grande a contenerla.
Ti porterei negli occhi,
dove non è stato nessuno, veramente... ma
tu rimani lì,
a metà tra stomaco e respiro,
nel diaframma,
a battere ore che non esistono.
©
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