Dietro il porto

Nel buio della sera
ombre serpeggiano
strisciando sopra i muri.
I tavoli cadenti
le sedie sgangherate.
Si aprono le bocche
antri di caverne
ad ingoiare in fretta
il liquido che arde.
-Vieni amico,
vieni ad ingoiar
amaro miele-
Il giro è sempre aperto,
tra mozziconi ardenti,
parole strascicate, ...
e vai col vino ancora,
che di risate e lacrime
ancor non si contenta.
Langue la luna piena,
or vanno barcollando alcuni,
altri sfiniti, stesi
sulle corde bagnate
La morte, forse,
un dì ne avrà pietà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
I
Ilkonte7 ottobre 2007
Molto bella, riesce a creare l'atmosfera cupa e desolata. L'altra faccia del mondo si muove in questi posti, e in questa poesia è descritta molto bene.
Rasimaco7 ottobre 2007
versi stupendi che con sapienti pennellate creano un quadro reale dello squallore in cui scivolano alcuni esseri umani che non riescono a sopravvivere alle sconfitte che la vita a volte ci impone..
