Ai superbi

Simile ai gatti di strada
arranco tra i rifiuti.
Chi guarda sangue e sudore,
il rigirarsi scevro d'insolensa?
Su un palco rotto
si consuma l'insipienza,
l'immagine di uguali superbi destini,
votati alla gloria servile dei protetti.
Simulacri vuoti, flaccidi, svuotati dall'idea.
Sterili menti aggiogate, alle mutevoli effimere glorie.
Vive nell'affanno quotidiano
la gioia dell'appartenenza.
Passerà la morte sul vano orgoglio.
Nella memoria mai acun germoglio.
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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Francesco Rossi19 ottobre 2016
ai superbi ai proni al giogo mai risplenda il nostro riso. super
Lina Sirianni19 ottobre 2016
"Simulacri vuoti, flaccidi, svuotati dall'idea" questo verso, secondo me, è L'essenza del dire di questa ben scritta Poesia... La superbia impedisce al meglio di entrare, solo per riempirsi di vanagloria perdono le idee e non se ne accorgono!

