Dalla mia finestra
Dalla mia finestra
volano briciole di oggetti
e un cellulare intero,
grave è il grave
nel precipizio
se pensieri inetti inani,
di privatissimo mistero egizio,
si lanciano nel vuoto
con atto senza mani
di genere fittizio;
lo schianto coatto
è schiaffo, è colpo sordo al cuore,
è nevrastenia,
ma quando già il rumore dell'impatto
diviene istante di amara e cruda nostalgia
e il ricordo vivo,
o speranza arresa,
sulla strada nuda
è polvere soltanto,
a pezzi redivivo
si palesa
con il suo cervello accanto!
©
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L'autore
andrea ristori
Nel mio caso il termine biografia e' tautologico perche' io vivo per scrivere della vita e scrivo per continuare a vivere. La mia unica e vera ambizione e' cercare la relazione tra universo e femminilita' attraverso l' amore o l' innamoramento, provando a migliorare il mondo con l' arte della poesia. Sono nato a Fi
Commenti (1)
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Luciano Capaldo26 ottobre 2016
Particolare ed originale lirica. Tutto parte da un cellulare che ha preso il volo dal 5° piano di un edificio. Mi piace la serie di immagini e di emozioni che, un semplice quanto fastidioso accaduto, riescano a decifrare un animo umano in preda quasi all'angoscia di aver perso paerte della propria vita mentre lì sull'asfalto giace la stessa con un cervello al fianco riverso. Molto apprezzata, complimenti
