Ritorno
Si agitano le chiome
nell’aria del tramonto
mentre l’etra di rame,
noncurante del vento,
è una volta immobile,
quasi fosse il dipinto
d’un artista; un abile
tratteggio variopinto
delinea lontane vette,
colli adorni di verde,
una guglia ove batte
la campana che arde
al fulgore del vespro
e il rio, prima azzurro,
che rende fulvo l’aspro
suo greto; il sussurro
delle vicine betulle,
il loro dolce stormire,
riempie l’intera valle
di quiete e di amore:
dove l’uomo è nato,
dov’è stato bambino,
lì un elastico tirato
durante il cammino
della vita, lo porterà
nuovamente, a ritroso;
lì la terra l’attenderà,
lì solo troverà riposo.
©
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