Luci
Case calde,
ispessite da nebbie di fiati,
mosse da luci bianche e
giallo a perdere,
le stesse che non dormono,
si agitano,
ansimano parole nel buio.
Non c'è grammatica che io conosca,
nè lessico di maniera che
raccolga tutti quei fiati,
quelle sillabe,
quei brontolìi.
Non un mobile ha la forma
dei destini che lo abitano
e agitano nella notte.
Da qui i precipizi sono lontani,
sembrano discese solo un po' più ripide...
Le si chiama notti
per non confonderle con gli innominabili inverni.
Voi,
tra case calde e fiati accesi...
©
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