Tra effigi sono la cantastorie
Nicolina Macari
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C'è un tempo di nuvole che ha l'iride
nella veglia di un inverno sospeso
l'ha reso alla mia vita
s'inerpica tra le cose comuni
nei turbini grigi come un precetto vischioso.
Abbarbicata stringo un respiro
l'altro mi coglie a metà
li perdo, li ritrovo famelici e poi stremati
mi denudano le labbra
come un crudele farsetto.
Tocco dai miei occhi la donna che sono
poco a poco divento povera stretta
è un po' come lo sciogliersi della brina
quando l'adagio neve disfatta
che mi sfugge attraverso le dita.
Di palmo l'anima nel petto muta
ha il riposo amaro che il pulsare le ha riservato
la sua ombra è una travagliata croce
uno strano doloroso strazio
a velettare una nenia lontana.
Raminga c'è un tempo che rattoppo
lassù verso il cielo nei bisbigli del vento
di stelle trapunte e risacche di luna
col capo chino e ali ripiegate
tra effigi sono la cantastorie...
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