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Riflessioni 14 novembre 2016 · lettura 1 min · 3338 letture

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Angelo 2000 171 poesie pubblicate
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Siccome ero solo ho cantato seduto sul banco soltanto perché dovrei certo aver fatto qualcosa però non mi andava. Allora ho cantato da solo ma a che pro la poesia? Non penso ne abbia davvero ma in essa io godo la mente s’oblia. E furono versi di muta follia parole a rincorrersi, la melodia più vera ed armonica nasce e s’accresce più forte ogni volta che sì partorisce la mia fantasia su un banco da solo velata di malinconia. Siccome non so qual è il senso della vita mia soltanto io godo se solo al mio banco m’ubriaco di vana armonia.
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Angelo 2000
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano14 novembre 2016

E' una poesia in versi liberi ottimamente strutturati: non disdegnano qualche rima ed inseguono l'armonia. Il poeta si pone il problema del senso della vita e, non trovandolo con certezza (e chi lo trova?) , ci dice che, nell'incertezza, preferisce dedicarsi alla poesia (definita molto suggestivamente, con tre parole con la stessa rima: un misto di fantasia, melodia e malinconia) . Il poeta, inoltre, sottolinea un'importante funzione della nostra arte: essa porta l'oblio, ci aiuta a dimenticare (come una droga non nociva) i nostri spesso incerti e deprimenti passi in questo troppe volte triste e tristo mondo.