Proficuo utilizzo del tempo
Siccome ero solo ho cantato
seduto sul banco
soltanto
perché dovrei certo aver fatto qualcosa
però non mi andava.
Allora ho cantato da solo
ma a che pro la poesia?
Non penso
ne abbia davvero ma in essa
io godo
la mente s’oblia.
E furono versi di muta follia
parole a rincorrersi, la melodia
più vera ed armonica nasce e s’accresce
più forte ogni volta che sì partorisce
la mia fantasia
su un banco
da solo
velata di malinconia.
Siccome non so qual è il senso
della vita mia
soltanto io godo se solo al mio banco
m’ubriaco
di vana armonia.
©
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano14 novembre 2016
E' una poesia in versi liberi ottimamente strutturati: non disdegnano qualche rima ed inseguono l'armonia. Il poeta si pone il problema del senso della vita e, non trovandolo con certezza (e chi lo trova?) , ci dice che, nell'incertezza, preferisce dedicarsi alla poesia (definita molto suggestivamente, con tre parole con la stessa rima: un misto di fantasia, melodia e malinconia) . Il poeta, inoltre, sottolinea un'importante funzione della nostra arte: essa porta l'oblio, ci aiuta a dimenticare (come una droga non nociva) i nostri spesso incerti e deprimenti passi in questo troppe volte triste e tristo mondo.