Essere capaci
Si scorgono boschi di schiavi
tappeti di nuvole e coscienze, si spengono all’orizzonte.
La persistenza della memoria, il tempo molle su un ulivo
un ulivo che vede morire Falcone.
Contiene l’autunno ora il cuore,
da tempo le falesie ammirate in gioventù sono arrese,
conquistate, segnate con chiodi d’acciaio,
sfrattati i rapaci stramazzano al suolo estinguendo il futuro.
Il fogliame di querce che cade, è coscienza che muore,
ogni foglia che cade è un uomo che finge di non vedere.
Pochi sanno portare il peso di essere capaci di ricordare
capaci.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!