745 lettori online · 361.673 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 20 novembre 2016 · lettura 1 min · 917 letture

E io la uso

A
Angelo 2000 171 poesie pubblicate
+ Segui
Un giorno mi svegliai con un disegno: di fare quel ch'al mondo par poesia. Quel giorno mi ci misi ben d'impegno ben feci lavorar la mia follia. La penna lasciò il segno fu vera melodia ma un punto apparve indegno qualcosa apparve ria: la rima avea la mia poesia. Quel giorno in prima piansi amaramente la rima delle filastrocche sceme la rima facilotta e un po' demente non ne potevo fare a meno, seme parea nella mia mente della poetica speme ch'avevo e allor dolente cercai con l'Arte insieme di eliminarla ma tornò immantinente. Oggi ch'ho riflettuto bene e tanto io non mi curo più della mia rima ma anzi la adoro e del suo uso mi vanto ch'ho sciolto il dramma che m'avvinse prima. Chè se in rima il canto non è degno di stima allor per controcanto non fu Dante una cima se in rima fece sua filastrocca lunga alquanto famosa or più che prima.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
L'autore
Angelo 2000
Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Antonio Terracciano20 novembre 2016

Il giovanissimo poeta (ha la "mela verde") appare già pienamente consapevole della bellezza e dell'importanza delle rime (altrimenti, come egli ci lascia intendere alla fine della sua poesia, perché studieremmo ancora Dante?) L'autore ci dice che le rime gli nascono spontanee, e che ha combattuto, senza riuscirci, per eliminarle (egli saprà certamente che anche Montale si impegnava, ottenendo un esito diverso, nella stessa battaglia) . Per quanto riguarda le rime che possono dare l'impressione di una stupida filastrocca per bambini, ciò è, secondo me, parzialmente vero, ma tale pericolo si presenta quasi esclusivamente quando si usano gli ottonari, i versi con la classica metrica della filastrocca appunto.