Il pagliaccio di aleppo
Hanàs ha cantato quel mattino,
ha ballato e riso sottobraccio con la morte,
mentre le bombe stracciavano il cielo
in una pioggia luccicante di dolore,
Voleva solo ridere negli occhi dei bambini,
col naso buffo nascosto agli occhi tristi,
tra le macerie del sangue rappreso,
voleva solamente dare un senso alla disperazione.
Andava sui passi di canzoni stonate
come un burattino matto che rubava i sorrisi,
ma come può fare un pagliaccio a deridere la sorte
sotto un traliccio di bombe che ride di lui,
L’ultimo suo ballo lo ha fatto cantando,
stringendo le manine che gli andavano incontro,
non ha saputo ringraziare quel grappolo di luci
mentre gli artigliavano il cuore,
Pregava guardando le ali dei guerrieri
mentre passavano sulla città portandola via,
con la sua carne sparsa sulla strada
che ancora rideva sulla loro codardia.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Luisa Molinari4 dicembre 2016
Immensa e commovente figura di un giovane uomo divenuto luce eterna...
