Felice con niente

L'ultimo è il più libero
Felice con niente
Fa viaggi
stando in casa
Getta i regali
dei Babbi Natali
indesiderati
I ratti che gli rodono
la giacca
son topini di campagna
Le polveri che mescola
nel piatto
son aromi di cucina
L'ultimo è il più indomabile
Sano anche se ha due carie
Rifiuta le aspirine
che non può pagare
L'ultimo non sgomita
per superare gli altri
Sa che la vita
non gli darà
più di quello
che già non ha
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Commenti (1)
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carla vercelli10 dicembre 2016
Quanta dolcezza e amaro disincanto in questa poesia! L'ultimo viene descritto come colui che è "felice con niente", roso da quasi allegri "topini di campagna" e non da superbi ratti metropolitani... Abituato a non chiedere niente in più di quello che ha... Mi viene da pensare che chi non si identifica con gli ultimi, gli umili, non sperimenta la "vera felicità", costituita di piccole cose. Una perla di poesia, dalla sensibilità, sempre ammirata, della poetessa!
