Genocidio

Giacciono infranti
gli specchi degli occhi.
Grida l'orrore, grida
alle pareti spesse
.delle coscienze.
-Chi fu? -
-loro,
noi non eravamo lì,
non abbiamo sentito
il crollo della montagna.
Essi furono,
i mostri,
i macellai.
No, non abbiamo visto il fulmine.
Essi hanno tracciato
le strade del sangue,
costruito le fabbriche
di morti,
scoperchiato il baratro
di ogni orrore.
ogni limite.
Noi eravamo altrove
fermi.-
Giacciono infranti
gli specchi degli occhi,
ciechi, fra la neve muta
e un ricordo che si allontana.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (1)
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C
Corifeo16 ottobre 2007
Forte e capace di dipingere il ritratto di quelle persone che preferiscono voltare il capo piuttosto che affrontare il probelma. I genocidi non sono finiti, in tutto il mondo continuano ad avvenire: Africa, Asia, America, Europa vi siamo tutti coinvolti, non serve mettere la testa sotto la sabbia!