E qui di tutto ha la pienezza
Nicolina Macari
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I poeti scrivono, scrivono caravelle d'istinti
grandi paradisi ancestrali
perduti nel cielo, le stelle, la notte
guardano come si compie la loro lingua
la povertà, i pianti, l'amore
elegie per la parola della stessa carne
poi, restano suono d'inchiostro
spine secche, la solitudine, il coraggio
perfetti come cerchi di braccia
E perdonano, si perdonano
indietreggiano, s'incurvano, straripano
nel ritmo del sangue
dita, legami, ebbri d'immensità
in voli aperti di pupille assorte, dentro
ferirsi, la mano breve, le ombre
dove trema ancora la luce
il vento, allora, ad un passo così presente
inventano, cercano, sopraggiunge,
in versi di cuore stridulo e vivo
Ali, germogli, anime appartengono mirabili
a chi venato d'ascolto si lascia entrare
e, qui di tutto, ne ha la pienezza
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