Parli più piano ancora
Vestita di sole parole sulle foglie brulle
di quest'autunno tardivo,
al di là delle soglie spazzate degli ippocastani
sul tuo profumo prestato al brusio del vento.
Ti sollevano i riccioli di un pensiero bizzarro
spinta sui capricci di un onda vagabonda,
accarezzata dal fremito di un maestrale improvviso
ti volti a carpire gli attimi impressi sulle foglie della tua pelle.
Parli piano per coprire i tuoi pensieri più veri,
per sentirli dentro la tua carne come lame d'inchiostro,
mentre ti attraversano i sussurri di un brivido insistente
lungo l fianchi spogliati dalla malinconia.
Avrei chiamato la tua solitudine assurda
dentro gli scalmi di un relitto senza deriva,
nel sogno immobile di un viaggio scavato nella memoria,
dove tutto mi ritorna ancora più dolce.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
Commenti (1)
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Francesco Rossi19 dicembre 2016
Amore, natura, solitudine si intrecciano in questo verseggiare d'amore.
