Un giorno sempre uguale

Non mi va di intenerirmi sotto un albero luminoso
mentre migliaia di angeli bambini si spezzeranno le labbra
e carri funebri pieni di cadaveri riforniranno i banchetti natalizi.
Non mi va d’impacchettare pensierini insulsi
quando l’indifferenza dei parenti cesserà un momento
solo per sostare sotto il vischio, che “porta così bene”.
Mi va di stringere la mia donna sul suo albero
mi va di sorridere ai cuccioli di ogni razza
e raccogliere la vecchiaia di mia Madre, così salda.
Quando il canto natalizio stonerà livellato
ascolterò un silenzio incartato di vissuto.
che nevichi o piova, che sia sera o mattina,
mi va di abbracciare in un giorno sempre uguale
faccia a faccia con la realtà di sempre.
È la mia lotta all’alba
nella Terra sospirante
verso un’umanità disumana.
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Commenti (1)
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Marinella Fois19 dicembre 2016
una lirica scorrevole, sincera. Quanti bambini non festeggeranno il Natale, non sentiranno il calore delle famiglie? l'autrice scrive: mi va di raccogliere la vecchiaia di mia madre e questo verso dice tutto... brava poetessa!
