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Fantasia 3 gennaio 2017 · lettura 6 min · 801 letture

Divagando

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Non che l'uno perda e l'altro vinca se si discute senza una ragione: ma se non hai la prova che convinca non cercar di cambiare la versione: non per questo taglierò di trinca ma cercherò di trovare la cagione. Appena che ti affacci nel creato di già cominci a rompere le balle non a quelle di fieno, ho pensato ma all'altre che sembrano farfalle: ti chiamavamo pargoletto amato tenendoti a cavallo sulle spalle ma di notte, piangevi disperato e Lei vegliava, avvolta nello scialle. Quante volte son sceso giù dal letto cercando di lenire il tuo lamento dapprima con amore e con affetto sperando di vederti un po' contento: ma dopo mezzanotte, per dispetto spingo la culla in sala, poi mi pento. Vispo crescevi, con mia soddisfazione e Lei diceva, vedi che bell'ometto? già sedevi con noi a colazione poi giocavi fuori col cagnetto: sembrava già finita la missione ma dopo qualche annetto preso fra la gioia e l'apprensione son di nuovo papà di un bel maschietto. Se un figlio gradirà la zuppa che la giovane madre ha preparato per lui non diverrà la faccia cupa perché l'umile cibo ha desinato. Ma se il fratello resterà scontento del pane guadagnato con sudore sarà severissimo il commento ma chiarito con garbo e con amore. Quando ancora adolescente mi rivolgevo alla zia per qualcosa d'impellente chiamandola "vossia" mi chinavo riverente e Lei, con premura e cortesia mi scacciava i crucci dalla mente lasciando i miei sensi in armonia. Non per caso sospinsi lo sgabello vicino all'antichissima credenza rifinita con pregiatissimo massello: di leccornie fornita, e con pazienza mi procuro un apposito coltello e taglio un po' di torta con prudenza. Ecco perché la mamma al desinare portando quel dolce, più non tace e severa si mise a domandare chi fosse quel ratto assai vorace: io incassai, disposto a non parlare ma ammirai, il suo sguardo verace. Non mi rimasse tempo di pregare vedendo il dolce già iniziato: non ebbi quasi forza di guardare al centro della torta, l'ampio strato di panna ed ananas, e a contornare gli auguri per la nonna, in cioccolato: la colpa mi faceva vergognare dopo avrei chiesto scusa, desolato e un castigo disposto a sopportare ma prima avrei la torta divorato. Forse per la potenza di attrazione la ruota gira sempre e non ha pace e senza scampo già si ripropone: a tavola, il mio fanciullo tace faccio col mio passato un paragone e subito rivedo le mie tracce: dico, facendo un po' il burlone e sapendo di essere mendace ho assaggiato la torta di lampone: avevo colto l'attimo fugace. Quante cose succedono in famiglia che ci danno respiro qualche volta: ma quando il male ci si appiglia si va di conseguenza ad una svolta. Quanti ricordi curiosi nella vita ripensando a quel soave mazzolino che mia madre mi dette di sfuggita da portare all'insegnante di latino: io timoroso, neppur l'avea sentita quando disse, "grazie del pensierino". Di domenica s'iniziava a desinare quando si fosse già tutti presenti: talvolta si doveva pazientare finché arrivavano gli assenti e prima di poter cibo gustare la croce facevamo, già coscienti di dover il signore ringraziare dei graditissimi alimenti. Oggi ragazzo, sei troppo furbo e disonesto ma non è colpa tua se sei sfacciato l'abbiam voluto noi con il pretesto di darti quel che a noi ci fu negato: per capirne il valore è troppo presto ma col tempo, tutto verrà considerato. Buona parte dei nostri giovanotti sono molto educati ed eruditi: tanti diverranno molto noti armati di speranza e arditi: gli altri avranno turni ridotti e non saranno mai dei miti. Giovane dotto, ma di poco riflesso ti ritrovi fiaccato e un po' depresso cerca di andare avanti col progresso stringi i denti e stalle appresso e potrai constatare da te stesso che infine qualcosa ti ha concesso. Vivono avversità stando in disparte uomini coraggiosi e pronti a lotte non si svagano al gioco delle carte perché non hanno insito tale dote: ma se perdono il treno che già parte si avviano pure a piedi nella notte e andrebbero lontano fino a Marte per un lavoro onesto e banconote. Voi che avete tanto tribolato e avete sperperato in un momento il denaro che avete risparmiato non volete sentire ammonimento capite che il calcolo è sbagliato ma non avete alcun risentimento. Riposavi tranquillo su quel letto prima d'aver trovato la rumena dal corpo immune da difetto: la portavi a ballare poi a cena eri tanto invaghito dell'aspetto e tua moglie ha rotto la catena. Giochi a poker fino a notte fonda e tutto l'orizzonte si è offuscato e non ascolti più chi ti circonda perché ormai, vedi tutto appannato. E tu politicante finto e abbietto che fai vane promesse agli elettori sprigioni pure l'alito infetto e predichi, cogliendo tanti allori: ma la prossima volta per dispetto non sarò più dei tuoi mendaci colori. Il fiume quando arriva sulla foce perde la sua potenza contro il mare: ma l'uomo porta avanti la sua croce sapendo quanto deve sopportare: a volte il destino è tanto atroce che inclemente lo priva di lottare. Abbiamo un'esistenza molto varia e ognuno ha un ruolo assicurato: c'è chi ha la salute un po' precaria e chi mette in mostra lo sparato: c'è chi gode su pei monti l'aria e chi respira l'acido nitrato. Giovane scalatore della vita finora hai seguito la partita scrutando a manca e a dritta per una via d'uscita: segui la strada più diritta pur se fosse erta la salita. Quando la sorte ti sorride strana indossa il tuo vestito della festa o lo spezzato nuovo in fresca lana e il capello di felpa sulla testa: vedrai che la sventura si allontana con le nuvole gonfie di tempesta. Non compiere atti vili come chi assume droga: usan diversi stili ma c'è quello più in voga per divi e politici ostili e pur qualcuno con la toga: dai bocchini sottili aspirano con foga. Quando sarai nella vecchiaia prendila con gioia e buonumore ricordati i tempi della naia e fa che il tuo vigore sostenga la tua mente gaia: sii forte, e senza alcun timore voga forte con la tua pagaia fino all'ultimo chiarore.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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