Quei fianchi di peonia

Quando m’impregno il fegato della tua essenza
caricandoti quei fianchi di peonia
scoprendo le mie palpebre cadenti
c’è un attimo, un istante in cui è come se mi arrendessi
se accettassi perdutamente il ricatto dei tuoi zigomi
arrossati
non è nel tuo sguardo che depongo le armi
ma nel tuo sontuoso odorare
e venire come di mare
perdo allora me stesso, la miseria che mi contraddistingue
ti defloro all’infinito
tu
e la tua acqua lattea
nella quale naufragare
divoro
e ti appartengo.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Seconda strofa strepitosa (Karapet)
Commenti (2)
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Rosanna Peruzzi5 gennaio 2017
Uno sguardo che si perde nella bellezza sensuale della donna amata, senza più difese, s'arrende a quell'istinto incontrollabile che il desiderio provoca nella mente e nel corpo... e la passione dilaga e prende forma quell'ansia di possedere il corpo e l'anima che lo ha sedotto e sconvolto.
Nutellina Cinzia Pallucchini13 luglio 2021
amore e eros che si abbracciano all’infinito, letta con interesse, piacevole riga dopo riga, se ne assapora l’essenza fino a quasi sfiorare l’immagine di ciò che vive in quel momento l’autore... bella

