Scappa il cuore come gli sguardi delle notti
Nicolina Macari
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Sempre devo fare come vuole la bufera.
Lezione amara - la malinconia -
mette via quei respiri
pattinatori incastrati tra lanterne spente .
Le unghie che indosso asciugano ogni parola.
Pungenti rampicanti d'inutili fughe - stanche
frugano con lo stesso rumore battente
della pioggia sui vetri.
L'altezza d'anima è lamento - mi ruba le mani
quando l'occhio si aggiunge ad occhio
e investe l'eclisse di me
nei posti che lascia il muto dei germogli.
Scappa il cuore come gli sguardi delle notti.
Con piedi franati mi sono nascosta
nel vento dei suoi silenzi
ma, è avverso danno con quella luce in pugno.
Mi prende, da dentro come spostando pietre.
Scavando fino al midollo
cicatrici ancora troppo chiare e ferme
come di geli che legano edelweiss.
Così, nuda di radice, nuda resto e scivolo
senza soffio, senza pace
a sguinzagliare ricordi come strette corazze.
Pietà di me - o mio dolore!
Perché ho paura dell'inverno che indossi.
Perché ho paura della tua costola
che mi dai fra l'eterno e il passaggio
perché la pupilla ha bevuto fino all'ultima goccia.
In verità, dammi una musica dolce e carezze lucenti.
©
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