Storia di pedofilia
Seduta a terra in una stanza
che è tanto larga, o abbastanza
da sentirsi là tutta sola.
Non v'è mano che la consola
nella stanza senza finestra
ove le portan la minestra
ogni pasto. In “stanza bianca”
v'è nulla: né sedia, né panca
ove stare, se non a terra,
mentre in sé la speranza afferra.
Si fan largo mesti pensieri
e ripensa al lontano ieri
temendo un tremendo domani
coprendo gli occhi con le mani
e piangendo la propria angoscia:
le toccheranno petto, coscia,
e poi sempre più nell'intimo
e non è mai solo un attimo.
Ciò che più teme è il loro sguardo
ma ha un importante traguardo:
ritornar a nuova vita.
Ma non in tre giorni è finita:
dovette subire sevizie
numerose, ma le amicizie
le resero assai tenace,
a tutto resister capace.
In altro loco, lei vicino
v'è almeno un altro bambino.
Udiva sol pianti e ceffoni:
questi solo, gli uditi suoni.
In un angolo stava stesa
con le orecchie tese in attesa
l'arrivo di un'altra tortura.
Per la loro età non matura
fu una mentale turbolenza
un'inaudita grande violenza.
Venne filmata tutta nuda
e la sua vergogna, cruda
si fissò là, nella sua mente
tra sguardi e risate di gente.
Sguardi assai pieni di malizia,
ma la polizia e giustizia
seppero far il lor dovere.
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L'autore
Bertolotti Paolo Francesco
Sono nato nel 1980 in provincia di Torino, in Alta Valle Susa. Ho iniziato ad appassionarmi alla poesia intorno agli undici anni. La montagna, il mare e più in generale la natura sono le tematiche che mi sono più a cuore al principio. Insoddisfatto della mia poesia ho smesso di scrivere a sedici anni sotterrando la
Commenti (1)
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M
Maria Francesca21 ottobre 2007
Storia di orrori in paesi” civili”.Il poeta la racconta con semplicità con l'anima congiunta al sentimento dei protagonisti. Denuncia di realtà vicine, del tormento di bambini, coraggiosa poesia, è un richiamo all'attenzione di tutti noi.