Genialità
Non importa in quale stupido secolo tu sia stato generato
i classici russi ti hanno espulso comunque da pagine sempre dense
e ricche come la tua pancia qualunque, o molleggiato grasso
di vita sterminante, danzante su uno sterrato dove conti
i denti, gli amici, i calcoli renali e pensi e ripensi che in fondo lo zero
sia solo un imbroglio travestito da numero reale; nel frattempo ti dividi
in tre diciassettenni che sembra se ne vadano poi tornano
purtroppo ancora vivi,”non si può essere seri, ma nemmeno così imbecilli”
pensi uno e abbondantemente trino, e vorresti arrotolarti i capelli
e creare mille “e” scritte in corsivo, per un elenco di quelli che conosci
da qui a San Pietroburgo fino ai giorni quasi nostri, ma hai la testa
che è una pagina bianca, una festa senza parole invitate, dove hai una voglia
con la forma di un punto di domanda,”sarò un idiota?” Te lo chiedi con serenità
accettando il fatto di non avere particolari capacità e la pistola che stringi
è solo un dettaglio nella foto di copertina del romanzo, a cui con grossa ironia qualcun altro
ha dato il titolo “Genialità”.
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Commenti (1)
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Amara4 febbraio 2017
così densa in senso 'fisico' e così fluida nel farsi gustare dalla prima all'ultima parola...
