La terra che ci ama
Domani mi addormento nei tuoi occhi,
il mio corpo una mezzaluna fertile tra le tue cune,
giacigli delle mie stanchezze.
Volano le spighe strappate alla terra,
da quando cielo è cielo, ma rinascono le messi,
la terra fa suo il seme, ancora.
Le libellule osservano, volano e scappano.
Quale vita non ha mostrato il dolore
prima di accarezzare il miracolo?
Quale orizzonte non si è bruciato di mattino
prima di bagnarsi di rugiada?
Ruggiscono di urla gli albori,
sboccia un'iride da qualche parte:
le polveri sparse hanno lasciato qualcosa.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!