Alle fonti del Clitunno
Riposa tra le tue ninfe sinuose,
dolce dio immortale,
stenditi tra la lussuria dei tuoi cipressi
e cogli ogni fuggente raggio di luce.
Con la tua fresca parvenza danza,
trascina il tuo mantello di salici
che scandiscono le tue fonti,
in un ritmico bagliore splendente
fai tua ogni creatura, inebriala
e sussurra l’insussurrabile,
poi nasconditi, gioca,
fai l’amore con la notte,
perché il giorno ne sia geloso,
e ti riconquisti.
Dolce ragazzo innocente,
godi della tua immortale bellezza,
giacché noi mortali
ci perdiamo nei tuoi sogni
e piangiamo della tua rovina.
Vivi per queste fronde
e per la luce che in esse risiede,
perché tu, splendente,
non possa mai morire.
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