Il baro
Entra con fare indolente
nel salone fumoso
il giocatore impudente:
poggia il capello ombroso
sul ripiano sporgente
e liscia il vestito costoso
prendendo posto impaziente
sul tavolino vistoso.
Siede calmo e garbato
fumando un mezzo toscano
e in modo assai studiato
prende le carte in mano:
mischia con molto tatto
spezzando in modo arcano
e nell'istante ha fatto
il suo giochetto strano.
Serve le carte intorno
e con occhi di ghiaccio
scruta gli astanti attorno
preparando il colpaccio:
sfiora il gemello di corno
palpando l'avambraccio
senza pensare allo scorno
che comporta il viziaccio.
Spazia con occhi di gatto
e quel frangente affronta:
ma chi è stato beffato
e non sopporta l'onta
fulmineo l'ha sfidato
tenendo l'arma pronta:
dritto al cuore ha mirato
chiedendo a quanto ammonta
la somma che ha truffato
nella strana rimonta:
ed il baro, scornato
tutto quanto racconta.
Fa i suoi passi a ritroso
il baro dall'aria sfacciata
e mette i capello setoso
sulla testa umettata:
lascia il salone, altezzoso
senza nessuna sfuriata
poi fa un percorso tortuoso
pensando a un'altra bravata.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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