Orgasmo e maree
Vedo terra e mare come donna e uomo.
Al mattino si sfiorano
nutrendo dolci pensieri nel quotidiano salire.
E si toccano e
provano il vai e vieni
dondolando le anime e vivendo.
Fremono l’uno e sull’altro
in un vortice inesploso.
E’ bassa marea e
cammina lento il tempo con l’infinito.
Ma al calar della sera,
quando del sole
imbrunisce il calore ed il colore,
l’onda cresce e sale e
si avvicina e si allontana,
si getta violenta
e ruba terra e mangia sabbia
stringendo a se la notte
e respingendo,
chiudendo e aprendo a vicenda
quel vortice ora impetuoso.
Ed è alta marea
ed ogni onda
getta la bianca schiuma
lì più vicino, nell’angolo nascosto
illuminandola d’estasi.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi2 febbraio 2017
Ho letto la composizione, rilevo dalla lettura che se l'autrice non l'avesse inserita nella tematica dell'erotismo io avrei percepito, questo naturalmente dal mio sentire, una ricca introspettiva. Aggiungo, mirabile il componimento che con eleganza e garbo dona all'eros un giusto valore poetico.
