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Riflessioni 4 febbraio 2017 · lettura 2 min · 2746 letture

Il corridoio (viva la noia)

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Angelo 2000 171 poesie pubblicate
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Ci fu un tempo in cui tu fosti mio amico, amato corridoio, con nostalgia lo dico, e ora ogni scusa accampo, o mio compagno antico, se ingrato ti ho abbandonato e dico: non fui un buon amico. Un tempo nel tuo abbraccio vagavo da bambino senza una meta, saggio il tuo silenzio al primo evento che diruppe assiso in te nella mia mente ed altri ed altri ancora e vite nuove e vite spente, e nuovi personaggi e nuove storie si accalcavano nel mio cervello in volo assieme a me chiasso facevano; tu silente e i tuoi muri m’accoglievano. Spesso, così cantando, corridoio di casa, t’ho amato. Spesso, sì in te vagando cose splendide io ho immaginato con te, ma a te, pur pensando mai nessuna cura ho dedicato. Mai un pensier pensando, mai un canto cantato. Ed or t’ho lasciato. Mio corridoio io ti vedo ma il tempo via è andato. Il tempo occupato la noia che un tempo io amavo ha così soppiantato. In te son passato ancora ed ancora più volte ma mai ti ho pensato ma ora, mio corridoio che a poetare ho iniziato; ora, mio corridoio, ti ho riguardato. Quanto acerbo il mio canto d’adesso rispetto a quel che in te ho intonato! Quanto il canto bambino è diverso, più semplice eppur più ispirato! Quanto è artificioso il mio verso, quanto falso ora che t’ho lasciato! Per questo, ora, a te io riverso richiedo un aiuto. Ma egoista è il fine è perverso e troppo io sono cambiato. Gioverà riguardarmi sì indietro? Giocherò ancor tra i muri? Mistero. Mio corridoio, mio sciolto pensiero, libero e sincero, avessi trascritto ai bei tempi il canto più vero!
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Angelo 2000
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano4 febbraio 2017

Originale e interessante poesia, questa dedicata al corridoio, visto dapprima in senso materiale, e poi quasi metaforico. Quale bambino non ha amato il corridoio della sua casa, non gli ha confidato segreti e marachelle, certo del silenzio e della complicità del rappresentante della parte più umile, più servile della casa? Ma poi il corridoio, o forse meglio il francese "couloir", quel posto dove tutto "coule", scorre, si trasforma, mi sembra, in un'immagine mentale, in quel luogo della mente in cui i nostri pensieri sono più liberi, più sciolti, anche se, diventando noi adulti, essi non avranno più quella duttilità, quella leggerezza e neppure quella poesia che avevano quando eravamo bambini.

Giacomo Scimonelli4 febbraio 2017

'' Mio corridoio, mio sciolto pensiero, libero e sincero, avessi trascritto ai bei tempi il canto più vero! ''... POESIA... complimenti all'autore... una strofa finale che parla da sola...